Canto di Natale Reloaded, capitolo primo

nel quale Ebenezer Scrooge riceve la visita dell'Emissario dell'Amore
La vigilia di Natale!
Il giorno più magico dell'anno, nel quale la bontà e l'umano tepore riscaldano i cuori anche nella tormenta più gelida.
Caldo e freddo non facevano però effetto sulla persona di Scrooge. L'estate non gli dava calore, il rigido inverno non lo assiderava. Non c'era vento più aspro di lui, non c'era neve che cadesse più fitta, non c'era pioggia più inesorabile. Il cattivo tempo non sapeva da che parte pigliarlo. L'acquazzone, la neve, la grandine, il nevischio, per un sol verso si potevano vantare di essere da più di lui: più di una volta si spargevano con larghezza: Scrooge no, mai.
Nessuno lo fermava mai per via per dirgli con cera allegra: "Come si va, caro il mio Scrooge? a quando una vostra visita?" Né un poverello gli chiedeva la più piccola carità, né un bambino gli domandava che ore fossero, né uomo o donna, una volta sola in tutta la vita loro, si erano rivolti a lui per informarsi della tale o tal'altra strada. Perfino i cani dei ciechi davano a vedere di conoscerlo; scorgendolo di lontano subito si tiravano dietro il padrone in una corte o in un chiassuolo.
Anche il suo nome era meschino ed aspro come il suo portamento: si chiamava Ebenezer.
Alchè, miei giovani lettori, sorvoleremo sulle infinite lagnanze ed idiosincrasie del vecchio Scrooge ed giungeremo, come si suol dire, al sodo. Tanto dovreste aver già capito che egli odiava con ogni fibra del suo essere il Natale e tutto ciò che rappresenta.
Il vecchio Ebenezer giaceva nel suo letto, mugugnando nel dormiveglia la parola "Scempiaggini!" ad ogni respiro. Il suo sonoro ronfare fu però interrotto dallo scricchiolio della porta.
Temendo la presenza di un ladro il vecchio taccagno si sollevò di scatto dalle coltri e gridò con voce stridula:"C-Chi va là?".
"Badate… Sono armato…" aggiunse per buona misura.
La porta si spalancò rivelando, con sommo sgomento di Scrooge, non un malintenzionato, ma una figura bianca ed impolverata, quasi fosse appena uscita da un sepolcro…
"Uhè, Scrooge! Testina!" esordì l'apparizione.
"C…Chi sei? Fo… Forse un'anima dannata fuggita dagli inferi?" farfugliò terrorizzato il tapino.
A questa domanda la misteriosa creatura si afferrò con ambo le mani il cavallo dei pantaloni.
"Ma cosa fai, porti sfiga, cribbio? Che ce ne ho già abbastanza che mi augurano male, a me…Ah ma li sistemo… Ciùmbia, se li sistemo."
"Ma se quella che hai addosso non è polvere di tomba…" incalzò Ebenezer.
"Ancora porti sfiga?! No è giusto un pò di cipria che devo coprire sta brutta botta che ho preso… No comunque, non sono un fantasma, ma uno spirito incarnato."
La paura di Ebenezer si stava mutando in incredulità.
"Sicchè tu saresti l'incarnazione dello spirito di…?"
"Ma dell'Amore, balùba!"
"AH! Scempiaggini!" replicò secco Scrooge.
"Eccolo là! Vedi? È la mentalità di voialtri lì. Un pirla mentecatto comunista (senza offesa eh?) dice che non gli piace il natale e TAC! Mi arriva un monumento in faccia!"
A queste parole Ebeneezer sentì montare la rabbia… "Non so chi tu sia o da dove…"
"Eeeeeh che non sai chi sono io, che mi conoscono tutti" lo rabbonì l'altro "Ma dai che lo sanno tutti che sono buono e bravo… E chi non la pensa così è un comunista mangiabambini che mi odia. Piuttosto, ascolta qua Borghezio…"
"Ebeneezer! Mi chiamo Ebeneezer!"
"Si, si, ascolta qua: stasera riceverai la visita di tre Spiriti dell'Amore che ti spiegheranno quanto bello sia il Natale, che poi è la festa dell'Amore e quindi la MIA festa. E se fai il bravo ti regaliamo pure la tessera!"
"Spiriti? Amore? Bagg…"
"Si… E c'è pure una bella gnocca, così ti rifai gli occhi, vecchio porco!"
Così dicendo gli diede un buffetto sulla guancia e svanì, lasciando nell'aria un vago sentore di fondotinta e disinfettante.
[CONTINUA]




madò, sono tanto indietro qua con la lettura! ma quanto scrivi. bello questo modulo che personalizza i commenti
e siamo ancora al capitolo uno, si batte la fiacca laggiù?
meno fumo e più parole, cribbio!