Fossile. E me ne vanto!

dinosauro_italianoNelle assolate terre del mezzogiorno, tra le verdi colline del centro italia, nelle prospere pianure del settentrione, una mastodontica creatura si aggira indisturbata.
Ciondola nelle campagne, trotterella impettita nelle città. Sorseggia il suo aperitivo al tavolino di un bar, leggendo la Gazzetta dello Sport.

Il titanico rettile non ha un nome, se non quello affibbiatogli dai paleontologi: Mastodons Italicus Immotus.
Tante s.
Lo trova divertente.

Ha sentito in TV che all’estero quelli come lui stanno sparendo. Sogghignando ordina un altro spritz macchiato Aperol.
“Ma chi m’ammazza a me?”, commenta divertito.
A chi gli chiede se tema per la sua incolumità risponde con un sorriso sornione: “Qui? In Italia? Si, magari i mammiferi più piccoli potrebbero pensare ad una rivolta. Ma io sono più grosso.”.
E lo è davvero! La sua mole è talmente esagerata che occupa tutti i posti di rilievo: in politica, nell’istruzione, al vertice delle aziende. La sua ombra copre ogni settore della vita pubblica e privata. È in cima alla piramide alimentare e sotto di lui una torma di creaturine più minute ed agili del pachidermico tiranno mordono, artigliano, beccano invano il suo sederone, nella vana speranza di aggiudicarsi un posto al sole.
“Si, hanno anche le loro ragioni” spiega il leviatano “Internet, il controllo di gestione, la ricerca… Tutto bello, ma a me piacciono le cose concrete. E poi siamo in Italia, non dimenticatevelo. Da quando in qua cambia qualcosa qui?”.
Quando gli si fa notare che all’estero le cose vanno diversamente, il Mastodons Italicus Immotus sbuffa: “Ma cosa volete che ci insegnino? Qua abbiamo secoli, che dico, millenni di storia! Siamo santi, poeti e navigatori: tutta brava gente! Ma che ci frega a noi di cosa fanno ’sti poveretti, che non hanno manco vinto il Mondiale? Abbiamo la cappella Sistina… Il… Il… Coso… Il David! Di Leonardo!”

Sul patrimonio artistico del Belpaese il Mastodons ha una sua visione ben definita: “Abbiamo il 50% delle opere d’arte al mondo, spiagge meravigliose e la cucina migliore in assoluto. Praticamente tutta roba che si vende da sola, senza che noi si debba muovere un dito. Cos’hanno mai creato gli altri paesi? Nulla! Ma figuratevi se un giapponese o un americano vanno altrove, magari in paesi dove c’è personale qualificato, tesori culturali ben mantenuti, servizi all’avanguardia, prezzi ragionevoli e magari qualcuno che spiaccichi due parole d’inglese. Impossibile.”.

Il gigantesco rettile ha idee ben chiare anche sulla politica, e non si fa problemi ad esporle ai compagni di bevute: ” È tutto un magna-magna” dice con una smorfia di disgusto “Tanto non cambia niente, chiunque vada al potere. A me basta che non tocchino i miei interessi. Politici onesti? Ma per favore. Non esistono politici che non facciano il loro comodo. Vedete, sta tutto nel trovare una fazione che facendo i propri porci interessi faccia anche i tuoi. Gli altri s’arrangino.”

A volte qualcuno si fa coraggio e gli chiede l’età, restando immancabilmente sorpreso dalla risposta.
“Li porto bene, vero? Sta tutto nel seguire due o tre regolette di comportamento.”.

Se è di buon umore, il dinosauro italico potrebbe anche condividere con gli astanti i segreti della sua prospera longevità: “Primo: eliminare tutta l’opposizione. Sapete, ci sono tante giovani bestiole che credono di sapere meglio di me come fare il mio lavoro. Hanno nuove idee e tanta voglia di cambiare e migliorare il mondo. *SNORT*! Scusate, mi scappa da ridere… Dicevo: la cosa bella di essere me è che per evitare che queste giovani creaturine mi sbalzino dalla legittima posizione di supremazia, non devo fare assolutamente nulla. Basta ignorarli: la mia mole è tale che le loro idee non trovano assolutamente spazio e datosi che il sottoscritto occupa tutte le posizioni di rilievo, non sono in condizione di cambiare niente. O soccombono, o scappano all’estero.”.

“Poi c’è la faccenda della discendenza. Solitamente una nuova generazione critica ferocemente quella che l’ha preceduta. Ne contesta metodi e valori e, appena ne ha la possibilità, la soppianta, ponendo in essere cambiamenti più o meno sostanziali.
‘Evoluzione’, mi sembra di ricordare.
Nel mio caso, il problema non sussiste. Vedete,sin dalla più tenera età, io educo la mia prole agli sconfinati vantaggi – qualcuno in malafede li definirebbe ’sottobanco’ – dell’immobilità. I cambiamenti, insegno loro, sono male: vaghe chimere di giustizia e benessere che svaniscono di fronte al piacere di una BMW in garage e ad un piatto della nostra buona pastasciutta italiana.
Signori, io non mi riproduco: mi clono!

“Ultimo accorgimento, ma non meno importante dei precedenti, è quello di avere un’incollabile fede nella certezza che noi si viva nel migliore dei mondi possibili e che quindi nulla si possa migliorare. Siamo in italia, dopotutto.”.

Detto questo, il rettile addenta compiaciuto una patatina dal piattino che viene solitamente servito assieme all’aperitivo, mentre addocchia i titoli della Gazzetta.

Improvvisamente il suo sguardo si fa cupo ed una fila di zanne affilate come pugnali fa capolino nella sua bocca impastata dallo spritz.

Kakà al REAL MADRID?” tuona “Dio, in che mondo viviamo!“.

Il commento finale di Jeeves il Primate

IK! IIIK! AAAK! IKIKIKIIIIK! ITALIANIBRAVAGENTEUNCAZZO EEEEEEK! UH UH UH! AAAAAAAK!

[Traduzione: "Come ebbi modo di leggere alcuni giorni fa, perchè nulla cambi, è necessario che non cambi nulla. Con buona pace di Tomasi di Lampedusa."]

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