Gli allegri compari di PiDisor
SIPARIO
[Il gelido regno di Danimarca, due becchini stanno scavando una fossa]
PRIMO BECCHINO: (canta) UUUUNA VOLTA AMAVO ANCH’IO IO IO IO…
SECONDO BECCHINO: Che il diavolo ti pigli! Devi per forza cantare? Almeno avessi una voce oave, o ti decidessi a mutar repertorio!
PRIMO BECCHINO: COOOON TEEEEEE… PAAARTIRÒ…
SECONDO BECCHINO: Taci, taci ribaldo! Presta attenzione alla tua opera piuttosto! L’altro dì per poco non seppellisti vivo il principe Fassinio.
PRIMO BECCHINO: E che colpa ne ho? S’era disteso a dormire sotto un albero… Sfido chiunque a non scambiarlo per la mummia di Similaun. Questo qui almeno è defunto per davvero.
SECONDO BECCHINO: Oh meschino! Non hai tu dunque rispetto per le spoglie di un sovrano? Non sai tu dunque chi noi si sta inumando?
PRIMO BECCHINO: Certo che lo so, canaglia che non sei altro! Stiamo sotterrando il Segretario Veltronio! Anche se, dovrai ammetterlo, i suoi resti regali non sono affatto diversi da quelli di un qualsiasi altro politico trombato.
SECONDO BECCHINO: (bisbiglia con fare cospiratorio) Nelle fredde notti invernali, certe megere di certo dotte nelle arti più oscure, raccontanno come nella notte di Calendimaggio i politici silurati si levino dalle loro tombe per barcollare verso il Parlamento Europeo!
PRIMO BECCHINO: Ha! Chiacchere da comari! (Indica la fossa) Di certo QUESTO non va da nessuna parte!
SECONDO BECCHINO: Perchè, prima si?
(Entrano Francechinio, principe di Danimarca e Bersanio)
FRANCESCHINIO: Essere… O non Essere. All’opposizione.
Questo è il dilemma.
Se sia più nobile per l’anima inveire contro il libidinoso nano che siede sul trono… Raccattar voci della sua iniquità e rilasciare interviste…
…O prender l’armi contro il marcio che infesta la nostra compagine e contrariandolo, porvi fine.
Ricrear dunque una nuova sinistra senza nepotismi e servitù di partito, reclutando nuovo sangue e rifiutando le logiche del potere?
Frignar alla tele o darsi da fare?
BERSANIO: La prima che hai detto.
FRANCESCHINIO: Concordo.
PRIMO BECCHINO: Che dice, che dice?
SECONDO BECCHINO: Fa un soliloquio.
PRIMO BECCHINO: E che d’è?
SECONDO BECCHINO: Un monologo che si fa quando nessun t’ascolta.
PRIMO BECCHINO: Ah, praticamente sempre nel suo caso.
BERSANIO: Guarda mio principe… Una fossa.
FRANCESCHINIO: Vedo, mio fedele Bersanio. Ohilà, compagni!
PRIMO BECCHINO: Benvenuto, sire.
FRANCESCHINIO: È sempre bello incontrar la base… Qualunque cosa sia. Dite, votaste voi alle ultime elezioni per il defunto sovrano, l’amato Veltronio?
PRIMO BECCHINO: Ehm…
SECONDO BECCHINO: Come dire…
BERSANIO: Non avrete creduto alle infami menzogne del nemico, secondo le quali saremmo comunisti?
PRIMO BECCHINO: Oh mai e poi mai, mio signore.
SECONDO BECCHINO: QUELLI qualcosa combinavano.
(Ignorandoli Franceschinio si avvicina alla fossa e ne estrae un teschio)
FRANCESCHINIO: Ah, nobile Veltronio! Quanto la tua perdita ci pesa e ci ferisce…
SECONDO BECCHINO: Vi ingannate, mio Prence. Quello altri non è che il nobile Rutellio.
(Franceschinio squadra il teschio, fa una smorfia disgustata e lo getta via, per poi pulirsi le mani sulla veste mentre si avvicina alla fossa)
FRANCESCHINIO: È questo qui?
PRIMO BECCHINO: Si, mio sire.
FRANCESCHINIO: Ah! Povero Veltronio! Lasciarci così, nel fior degli anni. Non bevevi, nè fumavi ed eri fedele alla tua compagna… Che ingiusto il destino a strapparti ai nostri affetti, lasciando libera la tua poltrona. Come è mai potuto succedere?
SECONDO BECCHINO: Dicono che la fiala di veleno per orecchie della Coop trovata sul suo guanciale possa avere un ruolo nella sua dipartita, mio principe.
(Franceschinio e Bersanio cercano di nascondere le borse di plastica della Coop che hanno in mano)
FRANCESCHINIO: (imbarazzato, si guarda intorno) Uhhh… Ehhhm… DEH! Mi è sembrato d’udire un colpo!
BERSANIO: (ghigna maleficamente) Sarà l’otite, mio sire. Ecco, avrei giusto questa cremina… (esibisce una fiala di veleno).
EXEUNT
SIPARIO



